20
2009
Io no, non mi commuovo.
Io non mi commuovo davanti alla faccia insanguinata di quel vecchio. Non mi commuovo perché quella faccia è la faccia di chi ogni giorno sparge il fango sul sangue di chi muore sul suo posto di lavoro, sfruttato, schiavizzato.
E’ la faccia del governo di chi pensa, scrive e promulga quelle leggi che permettono di bastonare qualcuno per cacciarlo da uno schifo di posto in cui è costretto a vivere per mandarlo in un posto che fa ancora più schifo.
E’ la faccia di chi sparge in mare il sangue di chi cerca di arrivare in un mondo nuovo e quando ci riesce si ritrova invischiato in un circolo vizioso di sfruttamento e ricatto pensato, gestito e voluto proprio da chi possiede quella faccia.
E’ la faccia di chi armava le mani dei celerini con bastoni che avrebbero sparso il sangue sui pavimenti della scuola Diaz di Genova. Quella stessa faccia ha armato la mano che impugnava la pistola che ha esploso il proiettile dritto nella faccia di Carlo, in piazza Alimonda. Ed è anche la faccia che autorizzava il manganello di quelli che picchiavano li, in quella piazza e nelle strade intorno e più lontano.
E’ la faccia di chi manda le cariche della polizia su ogni manifestazione, su ogni corteo, su donne, vecchi, bambini, lavoratori, cittadini che si ribellano all’ennesima discarica regalata alla gestione camorristica delle facce amiche di quella faccia. E’ la faccia che ordina le cariche sugli studenti che si oppongono alla spartizione della cultura fra facce amiche e sorridenti. E ricche.
Io non avrei colpito quella faccia. Non lo avrei fatto perché conosco già la risposta che avrebbe ottenuto e non mi sarebbe piaciuta. Non lo avrei fatto e lo condanno perché non ottiene alcun risultato apprezzabile e inoltre rappresenta una ulteriore possibilità per quella faccia di alzare il livello della repressione. Non lo avrei fatto.
Ma no, io no, non mi commuovo.
11
2009
Muore di freddo Sher Khan, storica figura dell’antirazzismo romano.
Non riusciamo a dirti addio, ciao Sher Khan. Se esiste un inferno per chi lotta, ci ritroveremo lì
Con queste parole gli amici e i compagni salutano Sher Khan, figura storica dell’antirazzismo romano. Morto da eroe, da diseredato, da ultimo. Sher Khan è morto di freddo, su una panchina dell’esquilina, in una notte di questo dicembre con tutte le lucine del natale acceso e nemmeno tanto freddo.
Poco tempo fa aveva avuto un infarto e usciva da una lunga degenza in ospedale. Alemanno porterà sulla coscenza anche quest’ultima morte: aveva promesso di essere pronto a dare ricovero agli indigenti e di anticipare la campagna di offerta di posti per i senzatetto. Aveva promesso di cominciare dal 1° Dicembre e niente. E anche se lo avesse fatto, si sarebbe trattato di un posto solo per la notte.
Muore di freddo su una panchina il leader storico dell’antirazzismo romano. In realtà ucciso da un gelo ancora più profondo, quello dell’indifferenza e del razzismo[...]Se ne è andato in silenzio, dopo aver per tanti anni parlato e lottato, con la sua voce roca, capace di fermarti al primo incrocio, di chiamarti a qualsiasi ora per chiedere impegno, spesso non per sé, ma per tanti altri che erano al freddo, che rischiavano l’espulsione, che erano stati maltrattati. Mohammad Muzaffar Alì, detto “Sher Khan” a Roma lo conoscevano tutti, sin da quando era giunto alla ricerca di un futuro migliore dal suo paese natale, il Pakistan, dove le sue opinioni politiche non erano gradite. A cavallo fra gli anni Ottanta e Novanta, era stato fra i 1500 che avevano occupato il pastificio dismesso della “Pantanella”. [...]
UPDATE (ricevo da Rifondazione Comunista la seguente segnalazione)
Giovedì 17 dicembre alle ore 17.00 in Piazza Vittorio - lato Via Principe Amedeo (marciapiede), si terrà una manifestazione in ricordo di Sher Khan, il compagno pakistano attivista per i diritti dei migranti, morto di freddo nella notte tra l’8 e il 9 dicembre nell’indifferenza della città. Il corteo è stato proibito dal sindaco Alemanno in omaggio alla delibera comunale ipocritamente definita “tregua di natale”. E’ stato invece autorizzato un presidio stanziale nel luogo dove Sher Khan è morto.
10
2009
Anno Zero, il giovedì su Rai2
Dal sito di AnnoZero:
Cari amici, sono Michele Santoro e ho bisogno del vostro aiuto. Mancano pochi giorni alla partenza e la televisione continua a non informare il pubblico sulla data d’inizio di Annozero. Perciò vi chiedo di inviare a tutti i vostri amici e contatti su Internet gli spot che abbiamo preparato a questo scopo e che non vengono trasmessi.NB: gli spot sono anche su Youtube
Lo spot con Vauro
Lo spot con Vauro e Travaglio
01
2009
Alemanno, la monnezza e i naziskin

Stefano Andrini, amministratore delegato dell'AMA. Pluricondannato per aggressioni razziste e fasciste.
Oggi pomeriggio il consiglio di amministrazione della società “Servizi Ambientali”, società controllata da Ama, l’azienda municipalizzata per l’ambiente di Roma, ha nominato amministratore delegato Stefano Andrini. Servizi ambientali è una società che si occupa per l’Ama della raccolta di rifiuti di circa 40 comuni del Lazio (e dei cimiteri e altre cosucce…).
Ma chi è Stefano Andrini?
Andrini, oltre ad essere questo bel bambacione nella foto qui a lato è anche il personaggio descritto da indimedia come “coinvolto in una serie di assalti in Centro storico compiuti da un gruppo di naziskin nel 1989 e che causarono il ferimento di due giovani romani, uno dei quali finì coma.”
Era il giugno dell’89 e Andrini – insieme al fratello Germano ed altri naziskin – aggredirono e pestarono riducendo in fin di vita due ragazzi davanti al cinema Capranica.
Successivamente, Andrini scappò in svezia per sfuggire all’arresto ma fu estradato qualche mese dopo e condannato nel 1991 in primo grado a quattro anni e otto mesi insieme al fratello Germano.
Nel ’94 si tornò a parlare di Stefano Andrini perche’ in casa sua fu trovata una pistola.
Alle ultime elezioni politiche, Stefano Andrini era candidato in Sud America nella lista di Luigi Pallaro.
Se si tralasciano diversi pettegolezzi su alcuni affari e truffe gigantesche ai danni dello stato Brasiliano in cui sarebbe coinvolto, qui si conclude il curriculm di Stefano Andrini.
Come abbia fatto a diventare amministratore delegato di una controllata dell’AMA resta un mistero che soltanto l’ex picchiatore fascista e genero di Pino Rauti ora sindaco di Roma Gianni Alemanno, può spiegare.


