Io non mi commuovo davanti alla faccia insanguinata di quel vecchio. Non mi commuovo perché quella faccia è la faccia di chi ogni giorno sparge il fango sul sangue di chi muore sul suo posto di lavoro, sfruttato, schiavizzato.
E’ la faccia del governo di chi pensa, scrive e promulga quelle leggi che permettono di bastonare qualcuno per cacciarlo da uno schifo di posto in cui è costretto a vivere per mandarlo in un posto che fa ancora più schifo.
E’ la faccia di chi sparge in mare il sangue di chi cerca di arrivare in un mondo nuovo e quando ci riesce si ritrova invischiato in un circolo vizioso di sfruttamento e ricatto pensato, gestito e voluto proprio da chi possiede quella faccia.
E’ la faccia di chi armava le mani dei celerini con bastoni che avrebbero sparso il sangue sui pavimenti della scuola Diaz di Genova. Quella stessa faccia ha armato la mano che impugnava la pistola che ha esploso il proiettile dritto nella faccia di Carlo, in piazza Alimonda. Ed è anche la faccia che autorizzava il manganello di quelli che picchiavano li, in quella piazza e nelle strade intorno e più lontano.
E’ la faccia di chi manda le cariche della polizia su ogni manifestazione, su ogni corteo, su donne, vecchi, bambini, lavoratori, cittadini che si ribellano all’ennesima discarica regalata alla gestione camorristica delle facce amiche di quella faccia. E’ la faccia che ordina le cariche sugli studenti che si oppongono alla spartizione della cultura fra facce amiche e sorridenti. E ricche.
Io non avrei colpito quella faccia. Non lo avrei fatto perché conosco già la risposta che avrebbe ottenuto e non mi sarebbe piaciuta. Non lo avrei fatto e lo condanno perché non ottiene alcun risultato apprezzabile e inoltre rappresenta una ulteriore possibilità per quella faccia di alzare il livello della repressione. Non lo avrei fatto.
Ma no, io no, non mi commuovo.