Oggi è il giorno della memoria, giorno in cui tradizionalmente si ricorda ai giovani quello che ha significato il sistematico sterminio nazista di giovani, donne, vecchi, bambini, omosessuali, sindacalisti, comunisti, zingari. Ed ebrei.
Si usa celebrare in questo giorno, perché è il giorno in cui l’armata rossa, l’esercito sovietico, entrando da liberatore nei campi di sterminio nazisti, rivelò al mondo che cosa fosse “La soluzione finale” e in che modo erano stati sterminati più di sei milioni di individui.
In questo giorno, vorrei ricordare qualcosa anche a quelli che sembrano soffrire mancanza di memoria più di tutti gli altri: gli smemoratissimi dirigenti Israeliani.
“Sono entrati e puntandoci le armi addosso ci hanno spinto in una piccola stanza, dove ci hanno tenuti rinchiusi a chiave per undici giorni.” Noema continua il racconto: “Durante tutto questo tempo solo due volte ci hanno portato da bere, e il cibo era rappresentato dall’avanzo del rancio dei soldati. Non ci hanno mai consentito di andare in bagno e abbiamo dovuto fare i nostri bisogni in un angolo della stanza. Non ci consentivano di parlare, e venivano a malmenarci quando la notte in cerchio cercavamo di pregare per darci coraggio. A volte venivano a minacciarci facendoci sentire sul corpo le fredde canne delle loro armi, ci intimavano a confessare la nostra alleanza ad hamas altrimenti ci avrebbero ucciso. Ho dato loro il mio telefono cellulare, affinché potessero controllare la mia agenda e le telefonate effettuate. Anche questo gesto non ha arrestato la loro collera.” Al termine dell’undicesimo giorno di prigionia la croce rossa internazionale è finalmente riuscita ad arrivare sul luogo e a trarre in libertà i sei palestinesi dai loro carcerieri. “Non ci hanno permesso di raccogliere niente, a me neanche gli occhiali da sole”, conclude il suo racconto Noema, aggiungendo che una volta tornati a riprendere possesso della loro abitazione, si sono resi conto del furto dei soldati: si sono portati via tutto il loro oro e i soldi nascosti, dopo avere distrutto i loro pochi beni, due di televisori, una radio, un frigorifero, i pannelli solari sul tetto. Ho visto lacrimare gli occhi di quella donna nascosti sotto i suoi nuovi occhiali scuri e mi sono parsi i più vividi che abbia mai veduto. In realtà Noema ha scorto coi suoi spenti molte più cose che una giovane della sua età avrà mai l’occasione di vedere, se non ha la cattiva sorte di nascere sopra questa terra martoriata.”
Noema è cieca.
Dal blog di Vittorio Arrigoni, che scrive da Gaza. Questo post qui.