Jan
27
2009
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Testimonianza più che oculare.

Oggi è il giorno della memoria, giorno in cui tradizionalmente si ricorda ai giovani quello che ha significato il sistematico sterminio nazista di giovani, donne, vecchi, bambini, omosessuali, sindacalisti, comunisti, zingari. Ed ebrei.

Si usa celebrare in questo giorno, perché è il giorno in cui l’armata rossa, l’esercito sovietico, entrando da liberatore nei campi di sterminio nazisti, rivelò al mondo che cosa fosse “La soluzione finale” e in che modo erano stati sterminati più di sei milioni di individui.

In questo giorno, vorrei ricordare qualcosa anche a quelli che sembrano soffrire mancanza di memoria più di tutti gli altri: gli smemoratissimi dirigenti Israeliani.

“Sono entrati e puntandoci le armi addosso ci hanno spinto in una piccola stanza, dove ci hanno tenuti rinchiusi  a chiave per undici giorni.” Noema continua il racconto: “Durante tutto questo tempo solo due volte ci hanno portato da bere, e il cibo era rappresentato dall’avanzo del rancio dei soldati. Non ci hanno mai consentito di andare in bagno e abbiamo dovuto fare i nostri bisogni in un angolo della stanza. Non ci consentivano di parlare, e venivano a malmenarci quando la notte in cerchio cercavamo di pregare per darci coraggio. A volte venivano a minacciarci facendoci sentire sul corpo le fredde canne delle loro armi, ci intimavano a confessare la nostra alleanza ad hamas altrimenti ci avrebbero ucciso. Ho dato loro il mio telefono cellulare, affinché potessero controllare la mia agenda e le telefonate effettuate. Anche questo gesto non ha arrestato la loro collera.” Al termine dell’undicesimo giorno di prigionia la croce rossa internazionale è finalmente riuscita ad arrivare sul luogo e a trarre in libertà i sei palestinesi dai loro carcerieri. “Non ci hanno permesso di raccogliere niente, a me neanche gli occhiali da sole”, conclude il suo racconto Noema, aggiungendo che una volta tornati a riprendere possesso della loro abitazione, si sono resi conto del furto dei soldati: si sono portati via tutto il loro oro e i soldi nascosti, dopo avere distrutto i loro pochi beni, due di televisori, una radio, un frigorifero, i pannelli solari sul tetto. Ho visto lacrimare gli occhi di quella donna nascosti sotto i suoi nuovi occhiali scuri e mi sono parsi i più vividi che abbia mai veduto. In realtà Noema ha scorto coi suoi spenti molte più cose che una giovane della sua età avrà mai l’occasione di vedere, se non ha la cattiva sorte di nascere sopra questa terra martoriata.”

Noema è cieca.
Dal blog di Vittorio Arrigoni, che scrive da Gaza. Questo post qui.

Jan
19
2009
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La città vecchia

Capossela canta De André. E rivede e corregge.

Written by jokerulez in: musica, televisione |
Jan
18
2009
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Perché sono comunista

La vita, pensavo qualche sera fa, è proprio come una partita di poker.

Ci sono quelle partite che ti sorridono, dall’inizio, e tu vinci sempre. Fino alla fine. E poi ci sono invece quelle partite che cominciano in un modo e poi cambiano, verso l’altro modo. O quelle invece dove galleggi, mano dopo mano, e alla fine pareggi. E non c’entra molto quello che fai tu.

Certo, il modo in cui giochi, c’entra; puoi migliorare o peggiorare la tua condizione, ma non puoi vincere contro la sorte. Se le carte non escono, puoi al massimo portare a casa qualche soldo con un bluff, ma poi ritorni giù. E la vita, in se, va proprio così. C’è chi ha fortuna e chi no. Chi ha le carte e chi no. Chi parte con una certa disponibilità di fiches, e chi no. E hai voglia a combattere: puoi portare a casa un buon colpo, ma poi torni a scendere.

Quando ero piccolo, alla mia domanda di bambino che voleva sapere la differenza che c’era tra la destra e la sinistra, il mio papà -vecchio comunista del PCI – mi spiegò pazientemente, come amava dire lenin, che mentre la destra difendeva la libertà di una libera accumulazione personale della ricchezza, la sinistra si batteva perché questa fosse invece equamente redistribuita. Da ognuno secondo le sue capacità ad ognuno secondo le proprio necessità. Questo spiegò mio padre a quel bambino di 8 anni che ero io. E questo io mi ricordo ancora oggi: che la vità è una partita di poker ma, se non ti esce la partita giusta, non ci sarà la possibilità di rifarti alla prossima partita. E’ per questo che abbiamo il dovere di redistribuire le fiches.

Ed è per questo che sono comunista.

Written by jokerulez in: comunismo, personale | Tags: ,
Jan
15
2009
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Il primo post.

Come si dice: anno nuovo, nuovo blog. Qualche tempo fa avevo l’abitudine di cambiare la veste al blog ad ogni Gennaio, regalandomi un nuovo template. Ho poi dovuto abbandonare questa buona abitudine a causa della quantità di tempo sempre minore che dedicavo alla manutenzione del blog. Ho poi dovuto completamente abbandonare il blog, a causa del fatto che la scarsa manutenzione lo aveva reso inutilizzabile, così come aveva reso irrecuperabile il vecchio template, ormai stravolto da continui aggiustamenti vari. Questo poi, era il motivo per cui ogni nuovo anno portava con se un nuovo template.Eccomi qui, dunque, Nuova piattaforma, nuovo nome, nuovo template. Praticamente un nuovo blog.

Written by jokerulez in: personale | Tags: ,

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